L’alimentazione sostenibile

11/12/2014

Presso La Casa di Alti Formaggi Lapo De Carlo e la dott.ssa Elena Cadel hanno fornito informazioni interessanti per diventare un consumatore attendo e consapevole, per leggere le etichette alimentari e un decalogo sulla spesa intelligente.
Le nostre scelte di spesa alimentare quanto incidono sul benessere nostro e dell'ambiente che ci circonda?
Per riflettere su questo tema che sarà al centro di EXPO 2015 “Nutrire il pianera – Energia per la vita”, La Casa di Alti Formaggi ha organizzato un incontro ad hoc.
Quell'impronta viene chiamata impronta ecologica e serve tecnicamente a vedere quanto tipo di terra viene utilizzata per produrre e per smaltire i rifiuti e tutto il processo legato ai nostri comportamenti d'acquisto.

Argomento della serata è cosa vuol dire diventare un consumatore consapevole e attento all'ambiente senza cadere nelle trappole proposte dal mercato, che possono essere richiami che possono far cadere in tentazione o depistare quelle che sono le migliori intenzioni del cliente.
E' tutto scritto nell'etichetta. Quando vedo un prodotto che fa bene alla salute di solito è meglio non comprarlo, perché i prodotti che fanno bene alla salute in realtà non hanno bisogno di avere la scritta in evidenza. Lo stesso per l'ambiente.

Saper leggere l'etichetta è tuttavia estremamente importante perché è la carta d'identità di un prodotto e nell'era di internet potremo spingerci a dire che è il suo DNA.
Dovete semplicemente guardarla, scriverne i codici su Internet e automaticamente, con una semplice ricerca con Google, vi permette di prendere accesso a tutto quello che c'è scritto. Sul sito della Ricerca Mondiale della sanità ci sono tutte le tabelle dove sono contenuti gli elementi e le quantità che possono essere dannosi e pericolosi per l'individuo. Sono tabelle accessibili a tutti perché sono pubbliche.
Se possiamo cercare così di scoprire quali sono i cibi meno salutari per noi, per quanto riguarda l'ambiente la domanda resta ancora sospesa.
Quali sono questi cibi che inquinano di più?

I cibi più densamente calorici, quelli che noi tecnicamente dovremmo consumare in modo minore, sono alla fine i cibi che inquinano di più.
La piramide alimentare la conosciamo: alla base abbiamo i cereali, i cereali soprattutto quelli non troppo raffinati, i cereali integrali, a seguire ci sono i grassi che ci fanno bene, i grassi insaturi, quelli che permettono di evitare e diminuire i processi infiammatori. Si sale sempre di più con i cibi più calorici e più raffinati.
Ribaltando la piramide, gli alimenti che ci fanno meglio sono anche quelli che inquinano di meno.
A questo punto sorgono però gli interrogativi su come è prodotto un cibo, da dove viene e le risposte possono essere sorprendenti.

KM 0 senza dati e parametri di riferimento è veramente difficile definirlo, perché non si può quantificare lo spreco d'acqua, l'energia utilizzata per produrre, i fertilizzanti, da dove vengono i semi .. insomma ci sono un sacco di fattori da tenere in considerazione. Tutto il ciclo produttivo va tenuto in conto.
Ad esempio in Gran Bretagna non cresce nulla perché vi è un clima pessimo. Per mangiare verdura hanno bisogno di importare e allora ha senso trasportare le produzioni nel mercato equo. Perchè se si vuole far crescere le verdure in serra in Gran Bretagna si inquina molto di più del trasporto con camion. In questo senso bisogna rivalutare l'equità del mercato.
Biologico è importante, ma per tutto è una soluzione difficilmente sostenibile.
La riduzione delle biodiversità c'è nel momento in cui si trasforma la terra in campagna da coltivare.
Se si deve tappezzare il mono di campi per fare solo produzione biologica che hanno una resa inferiore, a questo punto il problema si pone. Non c'è mai un'unica soluzione quando si parla di sostenibilità perché i fattori in gioco sono tanti. Bisogna essere aperti a più soluzioni: quindi c'è il biologico, ci sono gli OGM, ci saranno nuovi modi di piantare ecc..
E' proprio su questi temi che ci si confronterà in occasione di EXPO.
Nel frattempo per mettere in pentola un cibo giusto non sbaglieremo a seguire l'antico motto latino: “varietas placet”.

Spesso compriamo le stesse cose, facciamo gli stessi piatti. La varietà in realtà non è così varia sulle nostre tavole invece bisogna sforzarsi di abituarsi a mangiare cose diverse ogni giorno.
Infine un ultimo consiglio per la tavola di Natale.
Se volete fare un Natale più sostenibile vi chiederei di rivedere il concetto di panettone gastronomico. Vengono abbattute intere foreste di mangrovie per far posto ad allevamenti di gamberetti.
Lapo De Carlo e la dott.ssa Elena Cadel ci guideranno nell'educazione alla spesa nella jungla del marketing: con l’analisi dell’offerta commerciale e strategie per comprendere quali prodotti sono realmente sostenibili.

Il programma è il seguente:
  • Analisi delle principali strategie di marketing per l’acquisto dei prodotti alimentari sani e sostenibili.
  • Studio delle etichette alimentari e delle loro implicazioni sulla salute e sull'ambiente.
  • Presentazione del decalogo della spesa intelligente.
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Lapo De Carlo - Giornalista
Lapo De Carlo - Giornalista

Giornalista e conduttore radiofonico, tra i suoi tanti progetti Lapo de Carlo ha collaborato con la Mondadori scrivendo per le riviste Cosmopolitan e Donna Moderna.

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